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Marcati dagli avi

Tutti noi siamo marcati, contaminati, dall’universo psicomentale dei nostri antenati. Molti individui fanno propria una personalità che non è la loro, ma che proviene da uno o più membri della loro cerchia affettiva. Nascere in una famiglia è, diciamo, essere posseduto; questo possesso si trasmette di generazione in generazione: la persona stregata si converte in stregone, proiettando sui suoi figli ciò che prima era stato proiettato su di lei…a meno che non si acquisti coscienza della situazione e si rompa il circolo vizioso.
(Alejandro Jodorowsky)

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Costellazioni Familiari PDF Stampa E-mail

Le costellazioni familiari sono un modo di fare psicologia transgenerazionale a mezzo della tecnica dello psicodramma messa a punto per primo da Jacob Levy Moreno, e ripresa poi sia da Bert Hellinger che da Anne Schützenberger, rispettivamente considerati i caposcuola delle costellazioni familiari e della psicogenealogia.
I capiscuola del metodo, ritengono che la vita di ognuno sia condizionata da destini e sentimenti che non sarebbero veramente propri e personali; anche le malattie gravi, il desiderio di morte e problemi sul lavoro potrebbero essere dovuti, secondo questa teoria, a irretimenti del sistema-famiglia e potrebbero essere portati alla luce attraverso il processo delle costellazioni familiari.
Le costelazioni familiari sono costituite da una "messa in scena" in cui dei "rappresentanti", in modo intuitivo, ricreano le inter-dipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, permettendo in tal modo di evidenziare le dinamiche inconsce che producono sofferenza in molti aspetti della vita (relazioni affettive, relazioni professionali, rapporto con il denaro e con la salute).
Quanto avviene durante una costellazione (rappresentazione) familiare trova una giustificazione scientifica attraverso varie teorie tra cui la teoria dei Campi Morfogenetici di Rupert Sheldrake, gli studi di Masaru Emoto sulla "memoria delle acque", l'ipnosi eriksoniana ed i relativi stati di coscienza, ed in altre formulazioni filosofiche e scientifiche.
Una seduta di costellazioni familiari, generalmente, si svolge nel corso di seminari di gruppo in cui vi è almeno un partecipante (protagonista) interessato ad affrontare un particolare tema che lo riguarda, attraverso una rappresentazione del proprio sistema-famiglia. Possono esserci anche dei seminari riguardanti le "costellazioni sistemiche", ossia quelle che prendono in considerazione i gruppi o le strutture sociali (per esempio l'ambito di lavoro, le nazioni, le religioni, le società), le quali si svolgono con una struttura del tutto simile, così come avviene anche per le costellazioni individuali, dove i rappresentanti sono individuati in specifici oggetti e non in persone reali.
Ad un incontro di costellazioni familiari, normalmente, il richiedente (la persona di cui ci si appresta a mettere in scena la rappresentazione) porta con se un certo numero di fotografie degli esponenti della propria famiglia, sia di quelli ancora in vita che di quelli già deceduti. Inoltre, è buona norma che lo stesso richiedente abbia preventivamente avuto degli incontri individuali di psicogenealogia con il conduttore della costellazione, al fine di elaborare il proprio genogramma, utile per le fasi di individuazione, focalizzazione e presentazione del tema di indagine della costellazione, ai partecipanti alla stessa.
In un incontro di costellazioni familiari vi è il conduttore, detto anche "facilitatore", che inizialmente ha il compito di predisporre una situazione favorevole affinchè i partecipanti creino tra loro un gruppo omogeneo ed unito tale da agevolare il successivo lavoro di rappresentazione. Fanno parte di questa fase, momenti di musica, danza liberatoria e tutto ciò che può aiutare i partecipanti a sgombrare la testa dai pensieri e ad entrare in una condizione psicofisico-emozionale di grande apertura. Dopo le fasi iniziali di preparazione, il facilitatore invita il richiedente la costellazione ad esporre il tema da esplorare, aiutandolo a focalizzarlo bene ed a delimitarne precisamente i contorni e gli elementi, minimi, per contestualizzarlo. Dietro invito del conduttore la persona in questione, dopo essersi concentrata, sceglie tra i presenti, senza alcun criterio di somiglianza fisica o di età, un rappresentante per se stesso ed uno per ogni suo familiare che egli intende coinvolgere, anche se già deceduto. Nell'assegnazione dei ruoli, il protagonista pronuncia ad alta voce il nome della persona rappresentata e, se ne è in possesso, consegna ad ogni rappresentante una fotografia della stessa. A seguire il protagonista, senza soffermarsi troppo a lungo ed in concentrato silenzio, prende per le mani o per le spalle i rappresentanti scelti e li posiziona nello spazio della stanza dove egli ritiene opportuno, mettendoli in relazione tra loro, secondo il proprio sentire e secondo la propria immagine interiore. Non devono essere date istruzioni su stati d’animo da percepire o spiegazioni sulla loro reciproca posizione o eventuali sguardi significativi. Al termine del posizionamento di tutti i membri della famiglia che sono stati coinvolti, il protagonista esce dalla scena e si posiziona al fianco del conduttore in modo che entrambi abbiano la visione completa dell’insieme.
Da questo momento in poi egli è solo uno spettatore silente, a meno che il facilitatore non lo coinvolga direttamente, e lascia che tutto ciò che avviene agisca su di lui. Durante la rappresentazione i rappresentanti devono assecondare, senza alcuna teatralità, ogni loro basilare ed istintivo movimento fisico, in quanto in quel quel momento essi hanno iniziato, in maniera del tutto inconsapevole, ad avvertire ciò che i membri della famiglia hanno realmente provato, accedendo non solo ai sentimenti ma anche, in molti casi, alle sensazioni corporee dei loro rappresentati. Essi entrano, infatti, in contatto con il cosiddetto “campo energetico” del sistema familiare rappresentato in quel contesto.
Il conduttore lavora in armonia con le forze che agiscono e guidano il campo energetico del sistema familiare in atto e mette all'opera la propria sensibilità e tutte le sue capacità e conoscenze. Durante la rappresentazione il conduttore interviene ed all'occorrenza sposta i rappresentanti in altre posizioni nello spazio della stanza, oppure chiede loro di esprimere brevemente le proprie percezioni fisiche del momento, il loro stato d’animo o i sentimenti verso se stessi o verso gli altri componenti della costellazione; tutto questo sempre e solo in qualità di rappresentanti.
Alcune volte il facilitatore inserisce nella costellazione nuovi ed altri rappresentanti, membri della famiglia esclusi o dimenticati dal nucleo familiare in questione. Altre volte egli sostituisce alcuni rappresentanti con altri, oppure toglie dalla scena alcuni componenti. Molto spesso, verso il termine della rappresentazione, il facilitatore chiede al protagonistsa di inserirsi al posto del proprio rappresentante, in quanto questo gli consente una completa ed integrata visione dell’insieme favorendo un’ulteriore presa di contatto con i cambiamenti avvenuti ed in via di avvenimento.
Attraverso, quindi, un misurato e graduale cambiamento di posizioni spaziali ed emotive dei rappresentanti, che il più delle volte si ritiene avvenga in maniera spontanea e, a volte, invece, attraverso l’intervento del conduttore, la costellazione evolve verso livelli generali di maggiore comprensione, partecipazione e verso un’immagine di armonia, equilibrio e pace, che è a tutto vantaggio della persona interessata ma, di riflesso e nella maggioranza dei casi, porta vantaggio anche al nucleo familiare stesso ed a tutti i partecipanti al seminario.
L’immagine creata può far iniziare la trasformazione interiore della persona richiedente la costellazione, e tale trasformazione può durare anche per un lungo periodo. La durata di una costellazione, in genere, varia dai 30 ai 60 minuti, ma ci possono essere costellazioni anche più brevi o più lunghe.
Scopo principale della rappresentazione non è tanto quello di fare chiarezza sulle tante ombre presenti in una famiglia, quanto di portare in vista l'irretimento che costituisce il nodo saliente delle complicate situazioni da cui la persona interessata non sa come uscire.

Formazione:
Corso professionale biennale per OPERATORE OLISTICO FACILITATORE con specializzazione in PSICOGENEALOGIA E COSTELLAZIONI FAMILIARI

Corso per FACILITATORE in PSICOGENEALOGIA E COSTELLAZIONI FAMILIARI

 

 
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