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Percorso Triennale per Counselor Olistico PDF Stampa E-mail

Percorso di formazione professionale triennale per

COUNSELOR OLISTICO

A cura del Centro S.A.M.O.
- Ente di Formazione per Counselor Olistici ed Operatori Olistici -

Iscritto ai numeri SC 02/08 e SC 03/08 dei registri SIAF Italia

Premessa
Il Centro S.A.M.O. ha in corso un ciclo formativo triennale in essere nella propria sede principale di Avenza-Carrara (MS) ed è in procinto di avviare un nuovo ciclo formativo presso la nuove sedi operative in fase di apertura a Milano e La Spezia.
La necessità di aprire più sedi del nostro ente formativo, a Carrara, Milano e La Spezia, nasce dalle esigenze di fare arrivare quelle dovute innovazioni del paradigma quantistico che sta già rivoluzionando i vecchi impianti Terapeutici e Sanitari per creare un ponte sulle esigenze della contemporaneità emerse dall'analisi territoriale sulle condotte sociali e degli stili di vita.
Si abbandona così il vecchio sistema cellulare e meccanicistico per entrare nel mondo sub-atomico, in cui si scopre che tutto è energia, vibrazione e frequenza. In realtà, non c'è differenza tra luce e materia, anzi la materia non è altro che luce condensata. La comunità scientifica ammette finalmente che il vecchio adagio degli alchimisti corrispondeva a verità: "L'energia segue il pensiero" e l'intenzione degli scienziati, delinea le traiettorie dei quanti che sono dei "pacchetti di energia" altamente condensati. La malattia in questa visione diventa mancanza d'informazione, anzi una informazione distorta e disarmonica.
La ricerca da noi promossa si è potuta realizzare grazie a tanti dei nostri soci, amici e simpatizzanti ai quali siamo veramente grati per essersi resi disponibili e per averci dato con il loro entusiasmo la forza e lo slancio per andare avanti.
Grazie a loro, e a quanti continuano a credere nel nostro progetto, il nostro ente sta crescendo sempre di più.

Fondamenti Epistemologici
Il motivo fondamentale che muove ad istituire un ente di formazione è la trasmissione di un sapere, un sapere che all'inizio si staglia dalle conoscenze strutturate e sedimentate del tempo. Una conoscenza quindi che incede con timida riverenza nei confronti di un sapere saputo e dominante. Un sapere che si struttura con determinazione attraverso l'affermazione di modelli funzionali e funzionanti. Le stratificazioni culturali conferiscono ai saperi una protezione e una conservazione che li allontana dalle esigenze della quotidianità rendendoli, oltre che inutili, persino dannosi al naturale processo d'evoluzione della coscienza umana.
Il Counselig Olistico oggi osa sfidare e contrapporsi, come non mai, ad un modello, anzi al modello, del gigantesco paradigma materialistico che da secoli ad oggi domina supremo sulle coscienze, conservando le sue fondamenta su una matrice ormai desueta e tramontata. Il paradigma della fisica quantica ha rivoluzionato non solo tale modello che ha contribuito ad ottenebrare le coscienze, ma tutta la visione del mondo e del principio fenomenologico dell'esistenza e della realtà.
Il Counselor Olistico tenta di restituire all'Uomo (non più un paziente) la sua dimensione umana intesa come apertura di senso, di responsabilità e coscienza, attraverso una nuova Pedagogia. Il nostro ente vede nella formazione professionale del Counselor Olistico quell'anelito che trova motivo d'essere nel bisogno condiviso di una nuova coscienza sociale che si sta sempre più concretizzando verso una veduta olistica capace di guardare, anzi "salvaguardare" (guardare in maniera salvifica), l'uomo nella sua interezza e bellezza di "processo" in continua metamorfosi; un divenire continuo e inarrestabile a cui poco serve la sicurezza statica delle imposizioni scientifiche e tecnologiche. L'istruzione diventa per noi un metodo vivo e fluttuante indirizzato a considerare l'altro (un essere in cerca d'aiuto) in maniera morbida, dolce, attenta, appassionata e coinvolta in contrapposizione allo sguardo vitreo, clinico e a volte cinico dello "specialista della cura tecnica". Il Counselor Olistico si allontana dalla sudditanza operativa, a volte passiva o concorrenziale con professionisti analoghi e, diviene quella figura agile al cambiamento, aperta alla Metafisica transpersonale che intuisce la cura come amore e impegno per la vita e la guarigione, un apprendimento continuo, non un luogo da raggiungere in cui sostare; un alchimista capace di trasmutare la coscienza con il coraggio di muoversi assieme all'altro, anzi di "com-muoversi" e contemporaneamente rimanere in contatto con se stesso. Scendere nelle zone più intime dell'essere e risalire le vette più elevate dello spirito con una comunicazione (comune-azione) partecipata e vissuta in cui il dire diventa un "bene-dire" e l'ascolto un "obe-dire" (udire bene). Piuttosto che un "restauratore d'interni" attento a ripristinare un perduto equilibrio, il Counselor Olistico osa sfidare il cambiamento impegnandosi in una fresca "ri-progettazione" in un modo altro d'essere e di esistere, di abitare il proprio interno, il proprio corpo, la propria relazione col mondo. L'idea di far nascere un ente che formi una figura professionale capace di lavorare in maniera nuova e più umana nella relazione d'aiuto, è stata per noi un'esigenza improcrastinabile.
La specializzazione con l'esasperazione alle sottodivisioni ha notevolmente contribuito alla perdita della visione dell'insieme fino a considerare l'essere umano un "apparecchio inanimato" di studio. La Formazione Accademica d'altro canto, non riuscendo a trovare una modalità altra che sappia immergersi con coerenza e responsabilità nell'estensione spirituale dell'essere, ha reso inevitabile quella graduale spersonalizzazione indotta dal necessario distacco disaminante, fino a quasi negare l'unicità esistenziale d'ogni singolo soggetto. Questi motivi hanno contribuito a far nascere, in contrapposizione, un mondo selvaggio e indiscriminatamente autoreferenziale governato dai carismi personali d'ogni singolo professionista del Benessere. All'interno di un così vasto divario epistemologico in cui ci siamo calati, il nostro ente ha avuto la fermezza di riconciliare questi opposti riconoscendo, rispettivamente, la profondità dell'anima d'ogni essere umano e contemporaneamente il rigore, la serietà e la responsabilità nell'approccio sia didascalico sia ermeneutico. La rivoluzione da noi operata si concretizza quindi: sul piano didattico/metodologico con l'applicazione di un approccio compartecipato e autoresponsabilizzante; sul piano degli intenti con un ampliamento di senso e coscienza ed infine, per quanto riguarda l'aspetto professionalizzante, un'integrazione capace di restituire il piacere di sentirsi protagonista della propria esperienza professionale ed una tenacia nel coltivare e manifestare il proprio orientamento, facendolo diventare realtà operante.

Presentazione
Il Counselor Olistico è una figura professionale che nasce all’interno del paradigma contemporaneo in cui tutto è considerato interdipendente. All’interno di questa visione, qualsiasi problema del singolo è interconnesso con una rete di situazioni/relazioni. Il Counselor Olistico, avvalendosi di una serie di tecniche innovative che operano in maniera globale, permette di svolgere una professione affascinante riutilizzando gli strumenti dell’approccio corporeo integrandoli con un sapere rinnovato e fluido capace di offrire una completezza alla relazione di aiuto. 
Il Counselor Olistico non dà consigli, ma dà delle risposte a dei bisogni, che non sono i bisogni sui contenuti, ma i bisogni sulla relazione. L'azione della consultazione non consiste nel proporre soluzioni, quanto nel lavoro con l'altro sul tipo di bisogno, il permettere alla persona di riattivare le energie, le potenzialità che già possiede. Non fornisce consigli o soluzioni ai problemi, ma cerca di aiutare la persona, attraverso il dialogo, a elaborarli. Le soluzioni dei problemi sono spesso dentro chi li presenta, l'altro può solo facilitarne la comprensione. Il Counselor Olistico ha il compito di aiutare l'interlocutore a gestire il problema, rendendolo in grado di assumersi le responsabilità di eventuali scelte, deve restituire alla persona l'autonomia e un maggior senso di dignità e autostima.
Le azioni comunicative tipiche del Counselor Olistico sono l'ascolto, la conversazione, la costruzione del problema con l'altro, l'accoglienza delle emozioni. Chi si rivolge a noi racconta, elabora, costruisce il problema. L'operatore deve essere una persona in grado di gestire la dimensione affettiva dell’intervento, deve ascoltare le emozioni per poi utilizzarle nel lavoro di ascolto. La persona prima di essere capita ha un bisogno forte d'essere accolta, riconosciuta nella sua condizione di disagio. Durante l’incontro avviene quindi uno scambio emozionale più che verbale, dove assume grande importanza l'espressività che accompagna le parole di chi si esprime. Il racconto non è fatto solo di parole ma di frasi interrotte, silenzi, mormorii, respiri che cambiano ritmo. La voce e la gestualità, per l'operatore, sono realmente lo strumento di lavoro; il tono, la differenza delle parole e il linguaggio paradossale che spesso mascherano il racconto per arricchirlo di fantasie, rivelano la realtà più intima di chi parla. La comunicazione, quindi, poiché focalizzata sul non giudizio, permette di costruire un contesto relazionale, più intenso rispetto alla relazione comune, un rapporto pregnante e personalizzato che consente di comprendere, di capire qualcosa di più. È ridotto il timore del confronto perché non vediamo l'altro come altro, ma parte di noi e, grazie anche all'empatia, le difese in qualche modo cadono per dare spazio a una maggiore libertà d'espressione, senza vincoli e inibizioni, capace di garantire all'altro la possibilità di raccontarsi come crede, di raccontare di sé nei tempi e nei modi che desidera. Le persone che si rivolgono a noi non si considerano persone che hanno una patologia, che hanno un sintomo, ma si reputano persone che hanno voglia di comunicare, di condividere con qualcuno un proprio stato d'animo. In una società dove le emozioni non sono la forza della ragione, ma delle pericolose sabbie mobili da evitare, le situazioni depressive e la solitudine, intesa come desertificazione delle relazioni, degli affetti, sono tra i principali motivi della persona che si accosta a noi. Il Counseling rappresenta la manifestazione di una solitudine molto silenziosa che non trova ancora sbocco nei servizi pubblici. Si scopre che spesso presenta grosse fragilità rispetto a chi ha un ruolo definito in una società dove tutto è standardizzato, monitorato e massificato in cui non è possibile mostrare debolezze o intimità, in cui non è possibile manifestare la propria vera natura. Il Counseling oggi è sempre più presente con quelle persone che non hanno affetti stabili, che non hanno una famiglia di riferimento, persone che si sentono inutili, persone che non sono malate, ma che avvertono un disagio e il bisogno in qualche modo di poterlo superare prima che si trasformi in una reale patologia.

 

 
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